HOMO SEDENS
Ci siamo evoluti per muoverci e camminare, non per stare in poltrona. Per Questo la vita sedentaria è causa di piccoli e grandi mali, dal dolore cervicale a quello alla schiena. Per evitarli, però, sPesso basta qualche buona regola di comportamento. La posizione della testa è particolarmente importante. Questa parte del corpo pesa infatti quattro chili e grava sul collo e sui muscoli che la sostengono.
COME MI METTO?
Una giusta postura da seduti davanti alla scrivania è importante. Ma più di tutto aiuta cambiare spesso posizione, alzarsi ogni tanto e seguire alcune regole di comportamento.
Fatti non foste per viver da seduti, ma per passare una vita in movimento.
Parafrasando Dante, dovrebbe essere questo il nostro motto di salute: ci siamo evoluti per stare eretti, correre, camminare e non per ciondolare dalla sedia al divano come invece facciamo sempre più spesso. Accartocciati su sedie scomode o stravaccati in poltrona, passiamo ogni giorno ore e ore seduti: quanto ci fa male e soprattutto come dovremmo sederci per ridurre al minimo le conseguenze di una innaturale vita da Homo Sedens?
A CAPO CHINO
Oggi la nostra specie potrebbe chiamarsi così, ma nel lontano passato ci siamo differenziati dai nostri cugini scimmioni diventando Homo Erectus.
Un nome, un destino come spiega Sabrina Donzelli, fisiatra di lsico (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale) di Milano e presidente dell’International Society on Scoliosis Orthopaedic and Rehabilitation Treatment (Sosort): «Ci siamo evoluti per essere bipedi e avere le mani libere: per farlo, la colonna vertebrale ha sviluppato una forma a S con tre curve (le due concavità a livello del collo e della zona lombare, chiamate lordosi, controbilanciate da una convessità centrale o cifosi, ndr), che quando ci sediamo si annullano e diventano una grande C.
Il gorilla ha la schiena così (“a C”) e riesce a stare su due piedi, ma poi per muoversi appoggia le braccia a terra: se mantenessimo da eretti la forma della colonna che abbiamo da seduti staremmo male. Stando molto seduti, quindi, assumiamo una posizione che non è quella per cui è disegnata la struttura dello scheletro».

In termini pratici, passare le giornate inchiodati alla sedia significa ritrovarsi spesso con dolori alla colonna: l’ossigeno arriva peggio ai muscoli che diventano tesi, rigidi e quindi dolenti, con un fastidio che può prendere la zona lombare o tutta la parte superiore della colonna vertebrale, irradiandosi a volte verso la testa, le spalle e le braccia. «Le due lordosi, lombare e cervicale, da seduti si invertono perché con le anche flesse il bacino si raddrizza men tre la testa tende ad andare in avanti. Il peso quindi scarica di più proprio su queste due curve, non a caso i punti più spesso doloranti», aggiunge Michele Romano, fisioterapista di Isico. «La perdita della curva fisiologica, poi, spinge i nuclei polposi dei dischi ammortizzatori che si trovano fra le vertebre verso la parte posteriore della colonna, e con gli anni ciò può provocare protrusioni o ernie del disco.
A peggiorare le cose, poi, c’è l’uso ormai smodato dei cellulari, che ci porta a piegare ancora di più la testa in avanti: questa pesa circa quattro chili, tenerla sempre flessa comporta un aumento del carico sulla colonna cervicale. Le nuove generazioni vivono con gli occhi chini sullo smartphone, le conseguenze di tutto ciò le vedremo in futuro».
DANNI AGLI ORGANI
CUORE e VASI aumentano colesterolo e pressione, la circolazione peggiora e sale il rischio di malattie cardiovascolari
PANCREAS i muscoli rispondono meno all’insulina, se ne produce di più e aumenta il rischio di diabete.
INTESTINO la sedentarietà accresce il rischio di tumore al colon (oltre che a seno ed endometrio).
MUSCOLI POCO TONICI
ADDOMINALI da seduti non si usano e questo peggiora ulteriormente la postura favorendo il mal di schiena.
BACINO i flessori e lo psoas da seduti non si estendono; la mobilità e la flessibilità di bacino e fianchi diminuiscono.
GLUTEI se inutilizzati, come accade da seduti, rendono la postura eretta instabile e peggiorano la capacità di camminare.
I GUAI DALLE SPALLE IN SU
CERVELLO l’immobilità riduce il flusso sanguigno e la produzione di sostanze benefiche per il cervello, che funziona peggio.
COLLO tenerlo flesso in avanti da seduti sollecita le vertebre cervicali provocando dolori e squilibri posturali.
SPALLE piegarsi in avanti estende i muscoli delle spalle come il trapezio, che le collega al collo, provocando indolenzimenti.
SCHIENA E GAMBE DOLENTI
COLONNA VERTEBRALE stando fermi a lungo, il collagene che supporta tendini e legamenti si indurisce, la schiena diventa poco flessibile e più soggetta a traumi.
DISCHI FRA LE VERTEBRE perdono elasticità e aumenta la probabilità che si formi un’ ernia.
GAMBE circolazione peggiora, il sangue ristagna e si possono gonfiare le caviglie o avere vene varicose.
POSIZIONE CORRETTA

L’IMPORTANZA DI CAMMINARE (O CORRERE)
La sedentarietà uccide. Letteralmente: secondo le stime, dai quattro ai cinque milioni di morti l’anno, nel mondo, potrebbero essere evitati se si facesse più attività fisica. Non è certo colpa di posture più o meno scorrette, ma del fatto che il tempo passato
su una sedia si paga a caro prezzo con un incremento del rischio di sovrappeso, obesità, malattie cardiovascolari e metaboliche. L’antidoto è semplice, basterebbe camminare ogni volta che si presenta la possibilità: dal punto di vista della salute cardiovascolare e metabolica, per esempio, gli effetti di camminata e corsa si equivalgono. Bastano due ore e mezzo di camminata a settimana, poco più di venti minuti al giorno, per far diminuire fino al 30% il pericolo di eventi cardiovascolari come infarto e ictus. Lo hanno dimostrato i risultati del National Runners ‘ and Walkers’ Health Study dell’American Heart Association, raccolti su quasi 50.000 persone: la riduzione del rischio di ipertensione, colesterolo alto, diabete e coronaropatie è simile, a parità di calorie consumate. Un minuto di corsa equivale a due minuti di camminata veloce: questo significa che il jogging fa ” solo” risparmiare tempo di allenamento.
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