CHIROPRATICA & PREVENZIONE
Fare prevenzione vuol dire fare ciò che serve per prevenire il verificarsi della patologia stessa.
Si va dall’idea di fare tutto “bene” senza specificare cosa questo voglia dire, all’idea di sottoporsi a tutti gli esami “preventivi”, come per esempio a regolari, periodiche Mammografie, ai consueti esami alla prostata, o alla visita preventiva dallo specialista di quella specifica malattia che si vuole prevenire.
Articolo pubblicato su Chiropratica & Salute N° 24 | Maggio – Agosto 2021
Personalmente sono arrivato a una chiara e precisa definizione di cosa sia la prevenzione e su come attuarla. Sono arrivato a questa definizione in seguito ai miei studi e alla mia esperienza clinica. Tutte le certezze possono essere sfidate, e solo una persona poco intelligente non cambia mai idea. Partendo però da solide basi fisiologiche, acquisite con la mia prima laurea, è possibile arrivare a conclusioni molto valide.
Prima di arrivare alla definizione di prevenzione, è importante cominciare a dire cosa significhi prevenire. Prevenire vuol dire fare in modo che una certa cosa non accada, per cui, per quanto riguarda la salute, fare prevenzione vuol dire non ammalarsi.
Prevenire è meglio che curare è una frase che abbiamo sentito tutti tantissime volte. Nella medicina a cui siamo abituati però, il meglio che si riesce a fare è cercare di diagnosticare una patologia il prima possibile. Per cui, in base alle migliori capacità della medicina in tema di prevenzione la frase di cui sopra sarebbe più rappresentativa se fosse: Curare prima è meglio che curare dopo. Perché diciamo questo? Perché esami come quelli sopra elencati, la mammografia e l’esame della prostata, ci dicono se siamo già malati. Ovviamente questo viene fatto con la speranza di scoprire la malattia nelle sue fasi iniziali così da poterla “eliminare” con meno conseguenze possibili. Se si deve scoprire di avere un tumore al seno o alla prostata è meglio farlo quando le dimensioni sono ridotte, così che l’intervento sarà meno invasivo.
Siamo tutti molto riconoscenti ai progressi fatti dalla medicina e alle sue capacità diagnostiche, tuttavia, l’identificare una patologia precocemente, non è fare prevenzione! Fare prevenzione vuol dire fare ciò che serve per prevenire il verificarsi della patologia stessa.
Alla luce del significato letterale della parola prevenzione, tutti gli esami medici a cui siamo abituati non sono dunque esami di prevenzione. Gli esami sopra elencati, un esame del sangue, una radiografia ai polmoni o un qualsiasi altro esame, sono esami diagnostici, cioè esami che ci dicono se abbiamo già una patologia in corso. Non ci dicono cosa fare per evitare l’insorgere di quella determinata patologia.
Allo stesso modo, anche la visita semestrale dal dentista, che consigliamo ovviamente a tutti, non è una visita preventiva. Questa visita ci dice se abbiamo già una carie oppure se siamo già alle prese con una patologia alle gengive. Ma non ci dice cosa fare per evitare l’insorgere di questi problemi.
Anche nella nostra professione, la Chiropratica, la visita periodica non è una visita preventiva. Infatti, ci dice se abbiamo già una Sublussazione e non cosa fare per non arrivare ad averla. È doveroso però dire che se correggiamo una sublussazione precocemente, cioè prima che causi danni, dolori e malfunzionamenti, i quali possono arrivare al patologico, abbiamo fatto prevenzione alla patologia. Questo perché correggendo la sublussazione appena si verifica, l’organismo non arriva alla patologia. Tuttavia, per essere coerenti, neanche questa è prevenzione vera.
Se sono riuscito a stuzzicare il vostro interesse e la vostra curiosità vi starete chiedendo: Ma allora cos’è la prevenzione?
Prima di darvi la risposta ci tengo a fare ancora una distinzione. Possiamo distinguere tra la prevenzione delle patologie e la prevenzione della perdita della salute nella sua più totale completezza. Per capire meglio a cosa mi riferisco basta guardare i risultati di un esame del sangue. I valori per una misurazione possono essere appena dentro i limiti oppure esattamente nel mezzo. Se l’obiettivo è scoprire se sono malato, qualsiasi valore all’interno dei limiti andrà bene. Se invece l’obiettivo è funzionare al meglio, allora i valori dovranno essere esattamente nel mezzo. La mia esperienza clinica nel confrontarmi quotidianamente con la medicina ufficiale è che questa sia in perfetta coerenza con la sua definizione, cioè riconoscere ed eliminare la patologia e quindi, nella maggior parte dei casi, se i valori sono all’interno dei limiti, va tutto bene.
L’altro modo di fare prevenzione è prevenire i malfunzionamenti che porteranno alla patologia.
Quindi se i valori non sono esattamente nel mezzo, allora bisogna fare qualcosa perché non sono più ottimali. La mia esperienza clinica mi porta a dire che la maggior parte delle persone, fatta eccezione per gli atleti di alto livello, non riconosce un malfunzionamento fino a quando non ha perso il 20-30 % delle sue capacità in quella particolare funzione. Un atleta, soprattutto
se di alto livello, lamenta un malfunzionamento quando ha perso già il 2-3 % e certe volte addirittura l’1 % della sua funzionalità. Tipicamente le patologie si rendono manifeste quando abbiamo perso circa il 40 % della funzionalità. Per tutti i motivi sopra elencati e per il fatto che prevenire vuol dire mettersi in una situazione per cui la cosa che si vuole evitare non si verifichi, ne segue che fare prevenzione deve per forza voler dire individuare e attuare quotidianamente quella serie di comportamenti che mettano il nostro organismo in grado di funzionare al meglio e diminuiscano quindi la probabilità di arrivare alla patologia.
Abbiamo già parlato di questi comportamenti nei precedenti numeri di Chiropratica & Salute. Per completezza comunque elenchiamo nove comportamenti di prevenzione. Ricordiamo anche che la salute è l’equilibrio di funzionamento tra la sfera meccanico-strutturale, quella chimico-metabolica e quella emotivo-energetica. Quindi, per avere salute vera dobbiamo funzionare bene in tutti questi tre aspetti.

Il primo comportamento di prevenzione è respirare in maniera adeguata così da apportare al nostro cervello tutto l’ossigeno di cui ha bisogno e non solo la quantità che gli serve per sopravvivere.

Il secondo comportamento di prevenzione è bere acqua in quantità adeguata a permettere al nostro equilibrio biochimico di svolgere tutte le sue funzioni e non solo quelle che ci permettono di sopravvivere.

Il terzo comportamento di prevenzione è mangiare i cibi adeguati e nella giusta quantità evitando i cibi raffinati e quelli non ottimali per l’essere umano, così da avere una nutrizione corretta, utile a evitare stati infiammatori prolungati.

Il quarto comportamento di prevenzione è fare attività fisica adeguata, per tempo e durata, alla nostra età e alla nostra forma fisica così da mantenere il nostro corpo e il nostro cervello funzionanti a tutte le età.

Il quinto comportamento di prevenzione è essere ottimisti, cioè riuscire a dare un significato positivo a tutto quello che ci succede, anche le cose più spiacevoli così da riuscire ad affrontare la vita con una marcia in più.

Il sesto comportamento di prevenzione è riposare bene e in quantità adeguata al nostro bisogno giornaliero così da permettere al nostro corpo e al nostro cervello di rigenerarsi.

Il settimo comportamento di prevenzione è tenere una buona postura in tutte le nostre attività così da diminuire gli stress meccanici e permettere una respirazione ottimale.

L’ottavo comportamento di prevenzione è mantenere una buona elasticità muscolare così da garantire una buona coordinazione e fluidità nei movimenti.

Il nono comportamento di prevenzione è avere una buona igiene personale soprattutto nella bocca e nell’intestino così da evitare la presenza di batteri e parassiti indesiderati per periodi prolungati.

Tornando ai tre aspetti della salute (meccanico, chimico ed emotivo) notiamo che questi nove comportamenti li coprono ampiamente. Inoltre, ricordiamo che il primo Chiropratico, Daniel David Palmer, disse sin dal principio che la Sublussazione poteva essere causata da incidenti traumatici, disequilibri chimici e pensieri negativi.
Il Dottore in Chiropratica oltre a essere il dottore a cui ci si rivolge quando insorgono dolori e sintomi, dovrebbe essere anche il consulente che valuta il nostro livello di funzionamento per fare prevenzione vera. Un po’ come un allenatore che corregge l’atleta quando il suo gesto tecnico non è ottimale e gli dice cosa fare per essere sempre al massimo della forma. Il paziente può arrivare con dolori e sintomi e il dottore in Chiropratica farà gli “Aggiustamenti” necessari per correggere le Sublussazioni, così da riportare il suo organismo a un funzionamento ottimale. Nel contempo, il Chiropratico comincerà a fargli quella consulenza che lo porterà ad una prevenzione vera. Questo avverrà verificando i suoi comportamenti quotidiani, misurando saltuariamente ma regolarmente le funzionalità necessarie per una salute
ottimale e all’occorrenza gli farà l’”Aggiustamento” indicato per tornare in equilibrio.
Ricordiamo inoltre che fare prevenzione vera vorrebbe dire farsi visitare in totale assenza di sintomi. Se fosse possibile visitare i pazienti quando stanno bene, avendo come obiettivo il funzionamento ottimale dell’individuo, si potrebbero misurare i suoi parametri quando funziona bene. Questo permetterebbe di riconoscere quando ci si allontana anche minimamente dalla salute ottimale.
Se la società nel suo insieme riuscisse a fare un cambiamento di paradigma sulla prevenzione nella direzione sopra descritta, tratterebbe il minimo malfunzionamento altrettanto seriamente di una patologia avanzata con un immenso guadagno di funzionalità e salute, un incredibile risparmio di sofferenza e un innegabile miglioramento del benessere generale. Per quanto questo possa essere difficile nella sua globalità sociale, spero di averti stimolato a fare un controllo Preventivo per te e per la tua famiglia! Fare prevenzione vuol dire attuare quotidianamente quei comportamenti che mantengono il nostro organismo a un livello di funzionamento ottimale e quindi diminuiscono la probabilità di ammalarsi.