2014 - ARTICOLI DI INTERESSE: CHIMICA-ALIMENTAZIONE

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Nocispinaci

Noci e spinaci
contrastano il “fegato grasso”

Grazie al contenuto di Vitamina E

Mangiare cibi con alti livelli di vitamina E potrebbe alleviare i sintomi della steatosi epatica. La malattia del fegato anche nota come “fegato grasso” è causata da un'alimentazione scorretta, con troppi grassi e dall'obesità. Integrare nella dieta verdure a foglia verde, come spinaci e bietola, ma anche olio di semi - di girasole, mais, germe di grano e lino - noci, nocciole e mandorle, tutti alimenti ricchi di vitamina E, è efficace per contrastare la condizione, secondo Danny Manor, della Case Western Reserve University School of Medicine in Ohio, Stati Uniti, che ha condotto uno studio sui topi malati di steatosi epatica di origine non alcolica.

 

I ricercatori hanno studiato un gruppo di roditori sottoposti a una rigida privazione di vitamina E. Quando i topi venivamo alimentati con un integratore di alfa-tocoferolo - una delle forme in cui si presenta la vitamina E, indispensabile per riproduzione - si mostrava una riduzione dei sintomi. 
Il “fegato grasso” deriva da un disordinato metabolismo degli acidi grassi che provocano una grave infiammazione dell'organo, spesso senza sintomi, ma causa della formazione di ulcerazioni e tessuto cicatriziale, tipici della cirrosi, che conducono ad insufficienza epatica e possono progredire causando il cancro al fegato. Si tratta di una malattia associata all'obesità grave e alla malattia metabolica, condizione prevalente di chi soffre di diabete di tipo 2, pressione alta e obesità. "Mangiare questi alimenti può essere utile anche per la prevenzione di chi è sano", spiega Manor, che aggiunge: “Questi risultati possono avere un impatto significativo sulla salute pubblica, dato che la stragrande maggioranza degli adulti non consumano la quantità di vitamina E raccomandata”,.

 

di Cosimo Colasanto (26/04/2013)

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Il dolce veleno: lo zucchero bianco

 

Lo zucchero bianco è la causa principale di diverse malattie nel nostro corpo.

Lo zucchero bianco e i suoi danni alla saluteLo zucchero bianco: i suoi effetti sulla nostra salute

Lo zucchero bianco, un alimento buonissimo. Chi avrebbe mai pensato ai suoi effetti dannosi per la nostra salute? Tanti i medici che in passato hanno studiato questa sostanza e confermato l'elevata tossicità. Il Dr. William C. Martin aveva classificato lo zucchero raffinato come veleno poiché con la raffinazione è stato privato delle sue principali vitamine e dei minerali.

"Quello raffinato è assai dannoso quando viene ingerito dagli esseri umani perché fornisce soltanto quelle che gli esperti di nutrizione descrivono come calorie "vuote" o "nude": esso manca dei minerali naturali presenti nella barbabietola o nella canna. Per di più lo zucchero è peggiore di qualsiasi altra cosa in quantità a prosciugare e dissolvere dal corpo preziose vitamine e minerali il cui impiego è richiesto dall'intero sistema di chiunque per la digestione, disintossicazione ed eliminazione dello zucchero stesso. Un equilibrio è talmente essenziale per i nostri organismi che noi disponiamo di molti modi per fronteggiare l'improvviso shock dovuto ad un'ingestione massiccia di zucchero. Minerali come il sodio (dal sale), il potassio ed il magnesio (dai vegetali) ed il calcio (dalle ossa) vengono trasferiti ed utilizzati nel processo di trasformazione chimica; vengono prodotti degli acidi neutri che cercano di riportare il fattore di equilibrio acido-alcalino del sangue a dei parametri più normali. Lo zucchero – prosegue il Dr. Martin - assunto quotidianamente produce una condizione di continua iperacidità e, nel tentativo di rettificare lo squilibrio, vengono richiesti dal profondo dell'organismo sempre più minerali. Infine, onde salvaguardare il sangue, dalle ossa e dai denti viene preso così tanto calcio da dare inizio a un decadimento ed indebolimento generale".

Da diversi studi ed esperimenti è stato accertato che lo zucchero deteriora i denti, è causa di sovrappeso e la sua abolizione previene malattie come diabete, cancro e cardiopatie.

Il Dr. Sir Frederick Banting, scopritore dell'insulina, a Panama si accorse che i proprietari di piantagioni che consumavano grandi quantità del proprio zucchero raffinato soffrivano del diabete. Fra i tagliatori di canne nativi invece che disponevano solo della canna grezza da masticare, egli non nota nessun caso di questa malattia.

Una buona alimentazione è l'inizio di una nuova vita fatta di ottima salute e buon umore. Basta eliminare anche la farina bianca sostituendo il tutto con cereali integrali, vegetali e frutta di stagione. E attenzione alla spesa, basta un attimo per leggere gli ingredienti che compongono ogni alimento che acquistiamo, possibilmente preferendo quelli biologici.

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ARTICOLO 1

ALIMENTAZIONE

17/03/2014 - LE CONSEGUENZE DEL MANGIARE FACILE

Il cibo da asporto raddoppia il rischio di obesità

Mangiare fuori casa, in bar, self service o consumare cibo da asporto è stato collegato a un maggiore rischio di diventare sovrappeso o obesi

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L’abitudine sempre più diffusa di mangiare fuori casa o consumare cibo da asporto – vuoi perché si è al lavoro o perché non si ha il tempo di cucinare – può essere dannosa per la salute, in particolare perché si rischia il sovrappeso e l’obesità. Queste due condizioni, come noto, sono spesso l’anticamera di problemi di salute anche seri.

Consumare cibi già pronti può essere certo comodo, specie se non si ha il tempo o la voglia di cucinare. E si fa presto a
 dimenticare che il cibo preparato in casa è più sano, anche perché quello già pronto è più sapido e facilmente induce a consumarne di più e a generare una sorta di dipendenza. Il circolo vizioso che si viene a creare, gioco forza, ha delle conseguenze negative.

Ad avvisare tutti quelli che senza rendersene conto indulgono in cibo da asporto o pronto sono i ricercatori dell’University of Cambridge che hanno condotto uno studio, pubblicato sul
 British Medical Journal (o BMJ), in cui emerge che chi mangia cibo da asporto o pronto ne diviene facilmente dipendente, ne mangia di più e ha il doppio di probabilità di diventare obeso.
I dati raccolti dagli scienziati hanno evidenziato che chi era più esposto agli alimenti d’asporto
 consumava in media 5,7 grammi di cibo in più, rispetto a chi ne è meno esposto. Una quantità in più che è all’apparenza poca, ma che è invece significativa e può fare la differenza nell’acquisto di peso eccessivo e dannoso.

Il risultato di una maggiore esposizione (e dunque consumo) al cibo pronto
 è un Indice di Massa Corporea (BMI) maggiore di 1,21 punti e due volte più probabilità di essere o diventare obesi, rispetto a chi si rivolge meno a questo genere di cibo.
Insomma, il cibo preparato a casa è ancora e sempre più sano – se si segue una dieta corretta e si utilizzano gli alimenti giusti. Per cui, anche se si è costretti a mangiare fuori casa o se la sera si rientra tardi e si ha poco tempo per cucinare, bisognerebbe comunque organizzarsi in qualche modo per far sì che si possa mangiare il cibo preparato da sé. Forse bisognerà fare qualche sacrificio, metterci un po’ di impegno in più ma, alla fine, ne va della propria salute – e questa non ha prezzo.